Come ammazzare la nostra Creatività in due parole: FAST FASHION

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L’argomento è abbastanza critico e credo che molti non saranno d’accordo con le mie parole. Il titolo dice tutto: la moda veloce sta totalmente distruggendo la nostra creatività e il nostro modo di esprimere noi stessi. Basta vedere come tutti hanno la stessa maglietta fiori o pallini o taschino etc.

Tutti conosciamo questi colossi, da Zara a H&M, da Mango a Bershka che per anni ci hanno permesso di avere capi TREND e con ispirazione a collezioni dei big del lusso a poco prezzo. Non dico che io odio questa tipologia di moda, anzi sono anche un buon acquirente. Prima di andare nel dettaglio vi spiego in due passaggi cosa è il Fast Fashion: aziende che producono abbigliamento in serie così da poterli rivendere a basso costo. Questo avviene con alcune principali leve:
1. Stock di materie prime: così da poter produrre a ripetizione i modelli selezionati;
2. Modelli standard a mo di pick up item, così da evitare costi di effettive modelleria aggiuntiva;
3. Materiali di scarsa qualità;
4. Design non complessi e molto trasversali;
5. Più lanci annuali così da ampliare il bacino di clientela in base allo stile di vita.

Insomma, cosa traiamo da questi punti? Non viene prodotta moda, ma del semplicissimo TREND. Apro una piccola parentesi. Visto il continuo seguire da parte dei fast gli andamenti dei grandi gruppi, molti luxury brand stanno spostando le proprie presentazioni e sfilate in contemporanea all’uscita dei capi in negozio così da annientare il TREND della fast fashion. (Pro e contro ne parleremo in un altro intervento).

Così ci ritroviamo a riempirci gli armadi di tshirt, pantaloni, camicie etc che useremo sempre per meno tempo, così da andare a comprare gli stessi modelli di un altro colore\fantasia, dove il nostro commento era: “Non durano niente, ma tanto li ho pagati 30 euro”. Inoltre questo modo di fare ci porta ad avere gli stessi capi e combinazioni imposte per un’innumerevole gruppo di persone passando il tempo a non fare più i nostri abbinamenti, ma semplicemente ad utilizzare quelli impostati e presentati dal Fast Fashion.
Ecco qui, la morte del nostro modo di rappresentarci e di vestirci. La morte della nostra creatività. Ma non solo morte della creatività, ma morte del nostro ambiente vista la miriade di capi buttati n pochissimo tempo per scarsa qualità o per rimpiazzo di una nuova collezione.

Chiudo questa mia piccola parentesi, non remando contro alla fast fashion, ma chiedendovi di farmi una promessa: usate i trend e i capi “Veloci”, ma continuate a fare mash up con le vostre idee di abbigliamento, non pensando solo al prezzo. Qui in italia abbiamo la possibilità di usare un altro must della moda che stiamo dimenticando, il “Pronto Moda”. Magari ripartendo da un piccolo sguardo a questa realtà, possiamo riscoprire la nostra voglia di CREARE.

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“La moda non è qualcosa che esiste solo negli abiti.La moda è nel cielo,nella strada, la moda ha a che fare con le idee, il nostro modo di vivere, che cosa sta accadendo”
– Coco Chanel

Giorgio Armani

Aspettando la rivoluzione della moda uomo SS17

Eccoci qui,  a pochi giorni dalle passerelle di Londra e a più o meno a settimana dalla partenza della Moda Uomo di Milano che ci presenteranno la visione delle varie interpretazioni dei trend Estivi per noi maschietti.

Arriviamo da un periodo di molte critiche a riguardo, infatti molte marche hanno preferito non rappresentare più le collezioni uomo con sfilate, ma semplicemente con presentazioni\party. Questo può portare a fattori positivi e negativi sulla moda. Possiamo avere due varianti:
1. Maggiore attenzione da parte dei Buyers per quello che è un contesto al quanto di nicchia;
2. Rendere questo evento più professionale, che a mio avviso serve in un mondo come la moda maschile dove è necessaria più sostanza e meno frivolezza;
3. Idee di unificare le sfilate della moda donna insieme a quelle che sono le collezioni uomo, così per dargli maggiore visibilità;

“La tendenza di unificare il maschile al femminile ha influenzato positivamente il nostro format e ha confermato quella che era la nostra strategia: adesso anche le aziende di nicchia vogliono presentare prima la donna . La presenza delle pre-collezioni donna durante la settimana dedicata all’uomo può essere la chiave di volta per la nuova visione della moda italiana, tanto che abbiamo intenzione di lavorare sempre di più per far crescere questo segmento della fiera”. Ormai i buyer,  durante la settimana della moda maschile, ha aggiunto il manager, “comprano anche l’abbigliamento per la donna: è un dato economico certo”.  Massimiliano Bizzi, presidente di White cit. (intervista Pambianco)

Alcuni esempi di brand che hanno deciso per questa strada sono: Ermenegildo Zegna, Brioni, N.21 e anche Gucci.

A parte questa piccola parentesi che ci può trovare più o meno d’accordo, passiamo a quelli che sono i trend che ci possiamo aspettare. Quello che oggi serve alla moda uomo è il vero senso di libertà, che in questi anni è andato perdendosi e che deve seguire quel filone iniziato a Londra in gennaio 2016: LIBERTA’ di ESPRESSIONE.

Libertà che troviamo per le strade e che servirebbe a creare quello che noi sappiamo fare meglio, lo stile. Questo insieme a tutto quello che circonda la professionalità di presentazione può rilanciare in maniera innovativa la moda uomo. Quello che ci aspettiamo è semplicemente che i direttori creativi diano il meglio di loro con idee in grado di riaprire strade a una classicità troppo fissa.

Dalla moda italiana ci si aspetta quel tocco che rappresenti oltre al ritorno agli anni ’80 (anni di gloria della nostro fashion system) che ormai vige nei nostri pensieri. Un ritorno a sprizzare quel qualcosa di diverso che non segua quelle icone troppo non nostre, ma che soprattutto ritorni a far illuminare l’universo maschile di modernità, un po’ come è stato Armani con i suoi abiti e colori ispirati a Milano.

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“Lo stile è avere coraggio delle proprie scelte, e anche il coraggio di dire di no. È gusto e cultura.”
– Giorgio Armani –